Poche soddisfazioni sono dolcissime come vedere, inaspettatamente, comparire su Repubblica una mia poesia commentata dal maestro Maurizio Cucchi: “Lavora con utile vicinanza alla prosa, verso ampio, e felice attenzione al dettaglio reale”.
2019_M. Cucchi commenta una mia poesia su Repubblica 18.8.2019
La 2B del Liceo Scientifico T. Tirinnanzi di Legnano presenta il lavoro svolto con la prof.ssa Alice Serrao durante il laboratorio poetico su Alda Merini.
Il 31 Maggio 2019 i miei alunni della classe 2B del Liceo Scientifico di Legnano hanno letto e spiegato la vita e le poesie di Alda Merini durante una serata aperta al pubblico, presso la Casa Museo Alda Merini. La serata è stata inserita nella rassegna degli eventi della Casa delle Artiste-Spazio Alda Merini del Comune di Milano.
Il Laboratorio di Poesia è stato guidato dal desiderio di trasmettere ai ragazzi la passione per la poesia, cercando di insegnar loro un modo originale di approcciarsi ad essa: non una chirurgica analisi del testo poetico, ma un appassionato incontro con l’umanità e la poetica di un’autrice.
I ragazzi hanno letto e studiato la vita e le poesie di Alda Merini, imparando a riconoscerne temi e caratteristiche formali, al fine di diventare consapevoli che dietro al significato del testo più che una volontà programmatica si cela un’esperienza umana che la poesia si assume il compito di testimoniare e comunicare. Allo stesso modo, hanno acquisito una maggiore consapevolezza del valore della parola, la scelta delle quali contribuisce a creare quell’insieme di suoni e suggestioni che i ragazzi hanno saputo ascoltare e cogliere con straordinaria profondità.
Infine, attraverso il confronto con i compagni e con l’insegnante i ragazzi hanno dato voce alle emozioni e alle riflessioni scaturite dalla lettura dei testi, presenti in Fiore di poesia, compiendo la fatica di identificarle e argomentarle in forma orale e scritta. Al termine del laboratorio i ragazzi, con l’aiuto dell’insegnante, hanno confezionato un libretto contenente le poesie di Alda con i rispettivi commenti (clicca qui per vederlo).
Questo video, realizzato senza pretese, vuole essere semplicemente un ricordo prezioso per i ragazzi, affinché possano riprovare, anche a distanza di tempo, l’entusiasmo emozionato che hanno vissuto qui e affinché magari, entrando in una libreria, si soffermino davanti alla sezione poesia e ne sfoglino un libro con un sorriso. Forse in quel momento torneranno loro alla memoria i versi della poetessa statunitense Marianne Moore, con i quali abbiamo inaugurato il laboratorio, e cercheranno con ancora maggiore profondità quello “spazio per l’autentico” che appartiene alla poesia.
Si ringraziano i ragazzi della 2B del Liceo Scientifico T. Tirinnanzi di Legnano, la Preside Donatella Morelli per la stima dimostrata nei confronti di questo progetto, Diana Battaggia per l’accoglienza e la disponibilità ad accoglierci presso Casa Merini insieme a tutte le volontarie che si occupano della gestione dello Spazio, “i Poeticanti” Paolo Provasi e Roberta Turconi che con la loro musica hanno accompagnato il nostro reading, la figlia di Alda che ha accettato l’invito e ha condiviso con i ragazzi i suoi preziosi ricordi e infine i genitori che hanno arricchito la serata grazie alla loro presenza.
Mi sono seduta sulla riva del letto e ho pianto ho pianto pianto pianto pianto pianto pianto pianto pianto pianto pianto finché l’accento e il suono hanno saturato il significato e la parola aveva meno senso delle lacrime; con la dignità del bambino che si asciuga il naso, ho ricomposto le vocali e ripetuto il nome perché potessi anche tu svuotarti ed essere risignificato.
(5 Aprile 2019)
Alice Serrao
Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto – scrive Paulo Coelho. Ma questo titolo era nella mia mente un verso di cui non ricordavo né l’autore né il fiume. L’ho cercato solo dopo, a poesia conclusa, e a quel punto i nomi sono diventati un segno (nomen omen) e ho riso.
“Vi ricordate con quanta facilità i giochi che facevamo da bambini potevano smantellare, alterare o ridisegnare la realtà? La procedura magica era sempre innanzitutto una ripetizione: qualunque bambino conosce il fenomeno che gli psicologi chiamano “saturazione semantica”, cioè la ripetizione ininterrotta di una parola fino a sentirla svuotarsi di senso e diventare puro suono. […] La ripetizione linguistica, lo si impara fin dalla prima età, può dare forma o toglierla, perché impone uno scontro con la malleabilità del linguaggio e del mondo che con quello e su quello costruiamo.”
(Ben Lerner, Odiare la poesia, Sellerio, Palermo 2017)