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Informazioni su aliceserrao

Mi chiamo Alice Serrao e scrivo poesia. Questa è la cosa più importante da sapere su di me. Nel 2014 ho aperto il Blog Fiori di Porpora.

Alla fine di un turno

No, dice, no non riesco – aspetto
metà vestita da donna metà già senza
la maschera a fine giornata. Questo
tuo lavoro assomiglia al sorriso ampio
delle gambe in risalita, alla fine
di un turno. Dopo aver servito,
sì, tu mordimi come il coltello.
Fai presa salda come per le cose
che di natura vanno. Tipo la Sicilia
la tua infanzia, la stagione del limone
che incanta e soddisfa, assaggia nella bocca
il coraggio di una messa a terra.

Alice Serrao

(29 Settembre 2016)

Racconti metropolitani – Città innamorata

#raccontimetropolitani: città dai bastioni di Porta Romana

Fa una sterzata brusca con la guida, sorpassa, dice “non avere paura”. Il semaforo è rosso mentre mi trattiene la mano sul cambio, alza il volume, è sicuro. “Dai, tirala fuori la voce che sei capace, se vuoi!” Mi fa sbagliare la strofa, anticipare l’attacco sulla via Novara. Ride di gusto. Sfotte, mi ripete il la, l’intonazione. Dice “saresti da registrare, da risentire ogni sera cento volte prima di dormire”; mette in folle senza spegnere il motore. Dice – ti potessi alzare il canto, il sì dal cuore.

Alice Serrao

Piacenza. La piuma sul baratro

Piacenza. 15/16 Ottobre 2016.  Il Piccolo Museo della Poesia, unico in Europa, presenta l’evento “La piuma sul baratro”. Poeti arrivano da tutta Italia per leggere più di 600 poesie per un reading da guinness: 25 ore di lettura no-stop in piazza Duomo.
Collage_La piuma sul baratro.jpg

Alcuni dei lettori che hanno preso parte all’evento, i libri letti, l’ideatore dell’evento.

Piacenza è una piccola città; mi ricorda Parma. Scendendo dal treno, mi appare più umana di Milano, più misurabile, senza tuttavia avere quella provincialità dell’hinterland. La stazione ferroviaria, dove sono arrivata con il regionale veloce delle 9.20, assomiglia ad altre stazioni e non conserva il fascino dell’umanità transitante che si osserva a Milano Centrale, in cui gli adolescenti si baciano sulle banchine con l’intensità tragica degli addii e dell’età; e i barboni dormono sepolti tra i cartoni e le coperte. Piacenza ha un giardino pieno di extra comunitari che divorano il corpo a furia di occhi alle donne che passano e parlano una babele lontanissima, una lingua impronunciabile nel parco dove sorgono a memoria i marmi mezzo busto dei poeti piacentini. Il Duomo, sulla piazza, a Piacenza, ha una facciata la cui bellezza non infiamma la gola a chi è abituato allo stupore delle guglie che soddisfa gli occhi già salendo i gradini della metro, in piazza del Duomo, a Milano.

Mi accredito sotto il gazebo dove un giovane ragazzo, Kamal, mi fornisce i libri del Museo da cui leggerò le poesie che mi sono state assegnate. Kamal ha un cane dall’aria spaventata e il muso di volpe che lo segue mentre mi fa strada per visitare il Museo della Poesia. Unico in Europa. Nel Museo ci sono piccole chicche, volumi da collezione e autografi, come ad esempio l’edizione degli “Ossi” con la firma di Montale. E ci sono volumi di poeti contemporanei, come Oldani e Langella, che con il loro “Realismo terminale” fanno da padrini dell’evento.

L’evento è coordinato da Massimo Silvotti; è lui che si occupa del Piccolo Museo della Poesia, per il quale “La piuma sul baratro” è anche un’occasione per raccogliere fondi tramite la tessera associati o l’adozione simbolica di un volume. Il reading dura dalle 21.00 di sabato 15 ottobre alle 22.00 di domenica 16: si susseguono tantissimi lettori, poeti e non solo, che confluiscono a Piacenza da tutta Italia per donare la propria voce a più di 600 poesie, tra cui quelle di Valentino Zeichen e di Lucio Zinna, che sono state lette da me.

Alice Serrao