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Informazioni su aliceserrao

Mi chiamo Alice Serrao e scrivo poesia. Questa è la cosa più importante da sapere su di me. Nel 2014 ho aperto il Blog Fiori di Porpora.

13 Aprile – anniversario

Mi sono tornate in mente le lasagne,
le chiacchiere a pranzo, i sughi,
i gnocchi, il fritto, le polpette.
Viene aprile e conto
i vasetti di conserve, marmellate,
quelli che rimangono – non so
se c’è più colpa a mangiarli
o ad avanzare. E le torte, di mele
di pane, le frittelle e tutte
le ricette trascritte in dialetto.
Dura già da un anno
questo digiuno.

20.03.16

Alice Serrao

#dietrolacattedra

Queste bambine 11 anni hanno
una consapevolezza nuova del femminile
scattano una foto schietta del ventre del pube,
“la vuoi? – hai capito che cosa?”.
La sorpresa inebetita del maschio
11 anni, scende dal pero, dall’album
dei calciatori e no, non ha capito,
accetta per non rischiare, perché
nel dubbio non vuole perder terreno.

Lode alla donna che ha già chiaro
il ricatto, lode del maschio impaurito
che si ritrae, femmineo, già sotto scacco.

(3.2.16)

 

Alice Serrao

***

Amore amore è stato adesso
mi dovrò abituare – avevi detto.
I pescatori al largo, la vela che si vedeva
è sera ed è mattina pioggia,
il Narratore: buonanotte Tortoreto
si svegli il lupo e la puttana.
Alla vecchia sopra il tavolo
le reti di ritorno e incastrate tutte
le perle e il seme opaco della schiuma
delle onde. Vedo. E il buio delle carte
era perfetto.

(18.06.13)

L’amore abita sempre una città. Quando si è innamorati la città assume potenza. Innamorarsi amplifica le percezioni. Il mondo ci arriva in tutt’altro modo. Bisogna abituarsi alle novità. Come a un nuovo taglio di capelli: le dita improvvisamente si fermano brusche alla nuca senza le lunghezze. La città è una città di mare; una città precisa e qualunque, come le città di Calvino, che hanno architetture e lagune in cui distinguere cosa è possibile tirare in salvo e cosa no. Un aforisma recita: Amo. La parola più pericolosa per i pesci e per l’uomo (PulcinoElefante). La città, quando piove, viene raccontata in un gioco di carte; ciascuno tiene il suo ruolo al coperto. Alcuni lo chiamano istinto, vedere le carte chiama a un’esperienza del rischio, un venire allo “scopo aperto”.

Alice Serrao