FESTIVAL DELLA CULTURA MIGRANTE

SABATO 23 SETTEMBRE H.15.00 IN PIAZZA SAN VITTORE A RHO

SI TERRA’ LA 4^ EDIZIONE DEL FESTIVAL DELLA CULTURA MIGRANTE CON UN PROGRAMMA RICCO DI EVENTI. SIETE TUTTI INVITATI. IO APRIRO’ L’EVENTO CON UNA LETTURA POETICA ALLE H.15.00.

locandinaA5 2017bis.jpg

La questione dei migranti è indubbiamente un tema di grande attualità, ma ad esso possiamo aggiungere una considerazione di carattere esistenziale. Ciascun uomo, al di là della propria ubicazione geografica, fa sempre e comunque l’esperienza dinamica del viaggio, soffre e sente intensamente mentre cerca nel mondo un luogo che gli corrisponda, un luogo felice in cui trovare la propria dimensione.

Nel mare della vita l’Uomo è mendicante di senso. Alla luce di questo, la condizione dell’essere migranti dovrebbe toccarci da vicino sia in qualità di uomini inseriti in un contesto storico, sia in qualità di uomini in quanto tali.

MUDEC FIPM 2017 – POESIA e PITTURA

LA PELLE DEI PITTORI E IL SANGUE DEI POETI – FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA POESIA – SABATO 13 MAGGIO 2017, MUDEC -MILANO – PERFORMANCE DI POESIA E PITTURA IN COLLABORAZIONE CON IL PICCOLO MUSEO DELLA POESIA DI PIACENZA

Nell’atrio del primo piano del Museo delle Culture di Milano, sotto il luminoso soffitto che si snoda come una pellicola cinematografica, tra le sale che ospitano le mostre e la scalinata d’ingresso, ha luogo una performance di poesia e pittura del tutto inedita.

La pelle dei pittori e il sangue dei poeti – si confrontano viso a viso otto poeti (Massimo Silvotti, Giusy Calari Panico, Franco Dionesalvi, Mauro Ferrari, Giuseppe Langella, Valentina Neri, Alice Serrao, Paolo Valesio) e otto pittori (Omar Galliani, Giorgio Cattani, Marco Cingolani, Giuseppe Donnaloia, Gaetano Grillo, Roberto Paci Dalò, Lorenzo Puglisi, Fabio Sciortino), disposti in coppie svelate appena pochi minuti prima dell’inizio della performance.

La performance, ideata e curata da Massimo Silvotti e dal Piccolo Museo della Poesia,  prevede la creazione dinamica ed estemporanea di un’opera poetica e di un’opera pittorica, le quali devono scaturire dal dialogo artistico e dalla sinergia che dovrebbe venire a crearsi all’interno di ciascuna coppia di lavoro. Gli artisti hanno a disposizione un tempo massimo di quattro ore per portare a compimento il proprio progetto creativo.

Il processo che porta alla realizzazione dell’opera è da un certo punto di vista il reale obiettivo della performance, incentrata sull’occasione di scambio e contaminazione che essa di fatto costituisce, più che sul prodotto artistico finale. Per tale ragione, l’interazione col pubblico sarebbe preferibilmente da evitare, favorendo invece lo scambio umano ed esperienziale con il proprio partner artistico.

Io ho lavorato con Fabio Sciortino, artista e docente presso l’Accademia di Carrara, con il quale si è instaurato rapidamente un proficuo rapporto di scambio, che ha portato, da parte sua, alla realizzazione di quadri aventi le fattezze dei paesaggi siculi: magmatici, vulcanici, i colori della terra e del cielo, paesaggi potenti ed essenziali, quasi fossero lo scenario originale e primitivo della Creazione. Io invece ho scritto versi e poesie incompiute, parole tematiche scaturite dalla suggestione dei colori e dai racconti.

Certamente è stata una stuzzicante occasione per mettersi in gioco in una sfida nuova.

Alice Serrao

Collage_MUDEC

Articolo Mudec