Odore

Al primo piano si sente
odore di crema solare al cocco
ripenso
ad un asciugamano, alle cose umide
alle chiavi: ridammele
I balconi avevano facciate da rifare
adesso
possiamo concedercelo davvero
di raccogliere le ossa, perdonare.

Non si sente niente, al secondo piano
posso lasciare il fiato, aprire…

Ma mi ricordo era
una questione di gambe e di limone,
sulla panca era
una familiarità di cellule, attrazione
l’altro lato elicoidale della vita.

(15 Maggio 2011)

Alice S.

***

Mia volpe, mio caro, mi sento
un filo d’erba assetata,
retrocedo lungamente e il tuo corpo
mi schiaccia la teca di vetro alla schiena.
Il cuore mi si stringe
prima di allentare la pressione
al sangue, al minuto ricordato.
E mi rammarica respingerti
l’averti addomesticato,
credendolo per me soltanto
il rito dei mesi che ti han fatto
più turgido lo sguardo, e supplicano:
scusa, sai, non è passato.

***

Ho sognato l’auto, la tua nuova andava
a fuoco tutta a partire dallo stereo
sotto gli occhi, ricordo, bruciava.
Cosa direbbero interpretazioni accurate?
Freud nominato per sembrare
quasi consapevoli del caos delle sinapsi.
Direbbero: era per rabbia: la bocca
guardata nel gesto divorante della carpa,
la mandibola che bacia l’altra.
Direbbero: era per voglia, per il tempo
che siam state sedute, come
un doppio tabernacolo, senza toccare.
Deve essere stato quell’alzarti, – fare
con le mani una provocazione di candela,
mistificare fino a credere davvero
di essere io non tu – ad appiccare.

(8 Giugno 2015)

Alice S.