Assemblea

Entra in biblioteca vestito da lavoro
con la cravatta – come recita la frase
che ho trascritto per tutti alla lavagna;
il monogramma sopra la camicia
mi fa pensare a te
e un profumo di tabacco e dopobarba
mi arriva alla cattedra. Partecipa alla vita
scolastica del figlio e provo a indovinare
il suo cognome in una somiglianza.

Ho pensato a te, fra dieci anni, in prima fila
la stessa espressione un po’ sfidante un po’
curiosa, che avresti tu, che hai avuto,
un desiderio di domanda.
A cuore in gola,
devo averla spiegata per te, la lezione,
la materia, a questo tuo stare in un
futuro annuire di padre.

 

(Legnano, 9 Ottobre 2018)

Alice Serrao

DARSENA

A Porta Genova dice agli amici gesticolando: “Ecco loro sì che sono una bella coppia (lui posa ignaro la sua bocca alla mia guancia) loro sono felici”.

Filtra: il riverbero delle luci sulla Darsena
ubriaca di glicini e limoni
e ti sento a intervalli leggeri e passi
che non sanno andare diritti
ridono persino le bottiglie e il verde dei
vetri che tiene il conto della sete degli altri.
È difficile – si è più difficile essere due,
come le sponde del Naviglio, stiamo
a cuore aperto
da sei mesi e non sappiamo esattamente
cosa ci sta innamorando.

(25 Maggio 2017)

Alice Serrao

Noi due

Noi due che siamo spalancati al vuoto
tenero a un nuovo salto, precipizio.
Mentre fai un colpo di tosse alla bocca
io ci leggo il segno, vaticinio santo
di un peccato precedente, risacca dell’acqua,
la madre andata persa dopo aver schiarito
la voce, in una stanza di corsia.
Chiami dal sangue fuori il canto e accendi
qualcosa dentro, quando rovesci
il punto cardinale dello sguardo – dici
sei tu che mi fai pieno, dito profondo nel costato.
La me che schiudi al cuore trasparente
dell’umano, mi ritorna cento volte
moltiplicata nella lingua che fa nuove le cose
pronunciate. Così non stupire se ti scelgo
mentre chiami dio sulla mia gola,
e stare in due avvera una promessa
finalmente incarnata.

(4 Novembre 2016)

Alice Serrao