Natale: attesa d’una natività

natale

Cari lettori,
ci terrei a farvi i miei auguri di BUON NATALE con una poesia di Davide Rondoni, Natale, o cosa  (da L’ombra della stella, a cura di G. Tesio, Interlinea 2012).

È lui – urlava –

non ha più
protezione,

– non riusciva a formare del tutto
le parole, il dorso
della mano premuto sullo spavento
della bocca, o come
per un troppo sorso
– è lui, vi dico,
quel bambino
solo
sul margine della strada nebbiosa
contro i fari

[…]
non lasciarmi nella solitudine
sul lato della strada coi rimasugli
della neve
cane nella nebbia, meno, meno
di un belato, dammi
una limonata e scusa
se non riesco

[…]
minuscolo
benvenuto, ridi, oh sbandato
corpo di vita salvata, dio

incarnato, e da niente, niente
riparato…

***

Lo so, lo so – a volte
abito un non luogo, divengo
inaccessibile. Forse ho dimenticato
queste poesie sono le tue
me le hai dettate al buio per anni
il tuo nome intero
mi è restato di traverso.
Non sapresti più dire
se sono la stessa di cui sapevi
una telepatia, una sposa
che nell’istinto
era il tuo sangue il tuo spirito.
Da questa feritoia nella nebbia
il mare, mentre torno
dal mio mestiere di adesso,
e sono una
che ti vorrei presentare.

                    (Hai dimenticato?)

Queste poesie
che abito sono tue, sono chiare
e amore, ti vengo sotto tiro.

(2 Dicembre 2015)

Odore

Al primo piano si sente
odore di crema solare al cocco
ripenso
ad un asciugamano, alle cose umide
alle chiavi: ridammele
I balconi avevano facciate da rifare
adesso
possiamo concedercelo davvero
di raccogliere le ossa, perdonare.

Non si sente niente, al secondo piano
posso lasciare il fiato, aprire…

Ma mi ricordo era
una questione di gambe e di limone,
sulla panca era
una familiarità di cellule, attrazione
l’altro lato elicoidale della vita.

(15 Maggio 2011)

Alice S.