Sono i dettagli, le piccole cose fuori posto, ad aprire scorci all’indietro. Richiamano alla memoria qualcosa che è già stato, compiuto o andato perso. La poesia, allora, è una bacheca piena di post it, un puntaspilli su cui fermare, tirare in salvo qualcosa. Il guinzaglio è un legame. Se si abbandona il corpo, tirando, ci si accorge che i morti non fanno da contrappeso. Sono i vivi che ci ancorano.
Ma a volte il dolore assomiglia
alla nostalgia di un’abitudine venuta meno,
questo barattolo di yogurt
che ti lascio da leccare inutilmente.
Lo so che non fanno resistenza i morti
se tiro il guinzaglio. Invece guaisce
la pelle che hai raccolto, grembo
del cucchiaio, sugli stipiti fa attrito
il corpo dei vivi.
(9 Dicembre 2014)
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