Assemblea

Entra in biblioteca vestito da lavoro
con la cravatta – come recita la frase
che ho trascritto per tutti alla lavagna;
il monogramma sopra la camicia
mi fa pensare a te
e un profumo di tabacco e dopobarba
mi arriva alla cattedra. Partecipa alla vita
scolastica del figlio e provo a indovinare
il suo cognome in una somiglianza.

Ho pensato a te, fra dieci anni, in prima fila
la stessa espressione un po’ sfidante un po’
curiosa, che avresti tu, che hai avuto,
un desiderio di domanda.
A cuore in gola,
devo averla spiegata per te, la lezione,
la materia, a questo tuo stare in un
futuro annuire di padre.

 

(Legnano, 9 Ottobre 2018)

Alice Serrao

ASSEMBLEA

Entra in biblioteca   vestito da lavoro
con la cravatta – come recita la frase
che ho trascritto   per tutti alla lavagna;
il monogramma sopra la camicia
mi fa pensare a te
e un profumo di tabacco e dopobarba
mi arriva alla cattedra. Partecipa alla vita
scolastica del figlio e provo a indovinare
il suo cognome in una somiglianza.

Ho pensato a te, fra dieci anni, in prima fila
la stessa espressione un po’ sfidante un po’
curiosa, che avresti tu, che hai avuto,
un desiderio di domanda.
A cuore in gola,
devo averla spiegata per te, la lezione,
la materia, a questo tuo stare in un
futuro annuire di padre.

Legnano, 9 Ottobre 2018

Alice Serrao

Geografia

Un giorno insegniamo a qualcun altro ciò che abbiamo imparato; un giorno prendiamo atto di ciò che abbiamo avuto e lo restituiamo.

***

Qualcosa deve nascere;
adesso.
Ci chiede e insegna più luce più
coraggio
ciò che muore di maggio;
e traduce una linea sporca: ricorda
i foulard colorati di lunedì mattina
“Dimmela bene la geografia”
con tutta la precisione che era ubris divina
contro l’adolescenza.
Dimmela bene la storia, le guerre epiche
che si fanno a un certo punto
coi fiori neri sbocciati addosso.
Il domani ci interroga e la vita
assomiglia a un aoristo
difficile, di quelli che “speriamo non capiti”
di quelli che il senso
“non ho capito”.

(20 Maggio 2017)

Alice Serrao

ps.
A volte, quando spiego geografia, risento il tono della voce (ogni ricordo esige una precisione irripetibile) con cui la prof.ssa Maria Pravettoni esortava a indicare “con la punta della penna”, se facevamo un segno vasto, dove fosse più o meno un fiume, un rilievo. A un certo punto nella vita c’è un passaggio di testimone, la responsabilità di tramandare.