Stare – Litigare

Ma tu non sai amore come fa soffrire a volte
la poesia, e gridi nel centro del mio sangue;
scegli dici e si apre una fenditura un luogo
originale della vita che è la mia carne
e ti patisce in un male di china e di punta,
mentre vieni dentro la mia pancia
e fa a pezzi gli endecasillabi
la tua mano che mi trattiene i capelli
dall’acqua. È un centimetro esatto di voce,
un nuovo ricatto, esattamente
il desiderio di sanare l’entropia del mondo
che si muove tra il mio cuore e il tuo.

(Arena Po, 23 Aprile 2017)

Alice Serrao

Senza Paura – poesia

Nella prestigiosa sede del Parlamento Europeo, a Milano, lo scorso martedì 15 Marzo, si è svolta l’importante manifestazione SENZA PAURA – Voci di Donna. Scopo dell’evento: valorizzare le donne, dare voce alla coscienza della femminilità e sensibilizzare sui tremendi fatti di violenza che orrendamente le vedono coinvolte. Sono stati toccati i temi della clitoridectomia, delle spose bambine, dell’immigrazione, dell’importanza di educare correttamente i figli maschi, delle violenze sessuali e psicologiche, del corpo violato. Prezioso contributo alla riuscita dell’evento e alla sua elevata temperatura emotiva sono stati i testi delle poetesse aderenti all’iniziativa, le voci di Diana Battaggia, Francesca Laquintana, Floriana Sechi, la presenza eccezionale della ballerina Anna Olkhovaya, le danze antiche dell’associazione A. D. A.,  e gli interventi di Antonetta Carrabs (Presidente Zeroconfini Onlus e La Casa della Poesia Monza), Annalisa Bemporad (già Assessore alla Cultura Comune di Monza e Presidente Associazione Novaluna), Chiara Gelmetti (Presidente Onorario Associazione Culturale A.D.A. Danze Antiche, coreografa, danzatrice)
e di Diana Battaggia (Direttivo La Casa Poesia Monza e Direttore editoriale La Vita Felice) a cui va un ringraziamento speciale.

Nell’ambito del progetto L’EUROPA PER LE DONNE, questo è stato il mio contributo poetico, sul tema della violenza domestica:

In casa

La prima è stata la vicina: abbassa
la tapparella: ché l’urlo non le filtri
nei muri, dentro casa. La madre
è soprattutto quell’urlo serale,
dopo la cena, sacra famiglia, la madre
è la nube dei capelli rossi trattenuti
nella stretta pupilla del figlio che la spia
da una socchiusa spera della stanza.
A volte sono solo poche cose rotte,
un livido che non ha fatto apposta,
il seno morsicato, se va male
diranno che è caduta, capita spesso;
amore cane è l’ultima volta
non dire niente
dei panni sporchi che si lavano in casa.

(8 Febbraio 2016)

Alice Serrao

***

Sono i dettagli, le piccole cose fuori posto, ad aprire scorci all’indietro. Richiamano alla memoria qualcosa che è già stato, compiuto o andato perso. La poesia, allora, è una bacheca piena di post it, un puntaspilli su cui fermare, tirare in salvo qualcosa. Il guinzaglio è un legame. Se si abbandona il corpo, tirando, ci si accorge che i morti non fanno da contrappeso. Sono i vivi che ci ancorano.

Ma a volte il dolore assomiglia
alla nostalgia di un’abitudine venuta meno,
questo barattolo di yogurt
che ti lascio da leccare inutilmente.
Lo so che non fanno resistenza i morti
se tiro il guinzaglio. Invece guaisce
la pelle che hai raccolto, grembo
del cucchiaio, sugli stipiti fa attrito
il corpo dei vivi.

(9 Dicembre 2014)

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