La dote

A volte penso che mi hai lasciato qualcosa
per dopo;
per quando il cuore sarebbe diventato di pozzo
mi hai lasciato almeno
la carrucola accanto al secchio
gli strumenti per tirare fuori l’acqua, non
morire per mancanza come una
beduina che ricorda l’oasi
e ha sabbia in bocca. Una che attraversa
la gioia. Basta.

Per stasera il tempo offre una grazia:

– il motivo floreale
sulla biancheria della dote –

avevi predetto “con precisione,
perché io vi vedo sempre”

(9 Marzo 2017)

Alice Serrao

Pesce

Il pesce il blu del catino da cui ti fissa
immoto l’occhio della trota mentre
la stai sventrando, le dita spinte nelle
viscere nel sangue che ha memoria
del pescato. La ruga lunghissima
per lo zelo con cui predisponi il risciacquo.
Vedi, c’è sempre dell’acqua alla fine e all’inizio
la morte pulita ripete la quiete
della bocca prima che gratti sull’amo.

(28 Febbraio 2017)

Alice Serrao

Tornare a Casa

Tu assomigli ai fiori gialli, al miele
che si fa denso, al cuore che prende
ombra sotto l’oleandro nel minuto
commosso di questo tuo compleanno.
Millenovecentoventisei ed è comunque
luglio, aprivi uno sgabello nel cortile
il venticinque fa più ombra e fiore
l’oleandro sotto cui sedevi: sopravvive.
Così quando si chiude la chiacchiera
con cui vegliavi il gioco,
io lo so che non ti trovo, che sei diventata
luce, sole basso, per inondare sempre
l’ora in cui rincaso.

Alice Serrao

(25 Luglio 2016, Follonica)

 

Cinderella