poesia sulle rose

Sabato 21 Maggio 2016, nel roseto della Villa Reale di Monza si è tenuto l’evento “La Bella di Monza” – reading di poesia sul tema della rosa, organizzato dalla Casa della Poesia di Monza. Ho contribuito all’evento con la lettura di tre mie poesie, una delle quali è riportata qui di seguito:

 

Rose, al semaforo

Se penso alle rose, penso
allo straniero che dice
“vuoi comprare?”
le rose al semaforo.
E no rinnovo il no
due volte ogni giorno.

Una me l’ha regalata
un tedesco in un locale
predicava amore per sempre
in cattivo inglese.
Ho detto no ugualmente.

Eterne sono queste
rose moderne
stabilizzate nel bicchiere,
diresti: un prodigio del fiore
che dura e dilania
il rosso delle rose
comperate, sul sedile.

Tu le tue rose le tenevi
recise acqua nel vaso,
(ad agosto nei colombari
durano niente abbiamo dovuto
metterle finte), così gioivano
di giallo la tua casa e
i petali presto andavano
nel niente.

Se penso alle rose, Rosa,
penso al verde lungo dei gambi,
cuore spina, al sì che
si rinnova centovolte nella vita,
al tuo roseto.

Alice Serrao

Alice Serrao_reading La Bella di Monza

Altre foto sono disponibili nella pagina Facebook “Fiori di Porpora”

 

13 Aprile – anniversario

Mi sono tornate in mente le lasagne,
le chiacchiere a pranzo, i sughi,
i gnocchi, il fritto, le polpette.
Viene aprile e conto
i vasetti di conserve, marmellate,
quelli che rimangono – non so
se c’è più colpa a mangiarli
o ad avanzare. E le torte, di mele
di pane, le frittelle e tutte
le ricette trascritte in dialetto.
Dura già da un anno
questo digiuno.

20.03.16

Alice Serrao

Stiamo diventando vecchi…?!

Si siede sul bordo della fontana, occhi azzurri, mi guarda scherzando, dice: dai, mi fa male tutto, dopo la partita, non ho più la resistenza di una volta, ahia! sto diventando vecchio – controlla il cielo dell’estate avanzata. Mani dietro alla schiena commenta il cantiere del parco, Expo, davanti alla Biblioteca.

Potremmo andare al cinema stasera…- chiedo, risponde: non ci pensare nemmeno che esco. Sbuffo. Te lo ricordi? C’è stato un tempo che si andava a ballare di sabato sera, che ci piaceva fare tardi, ci si alzava lo stesso, studiavamo comunque: centoversi di greco in una domenica e il fischio alle orecchie. Mi guarda, occhi scuri, dice: era diverso.

In effetti, questa è la stagione dei selfie e dei mi piace, delle cose bruciate in fretta per farle vedere. E il post che si fa vecchio in un minuto assomiglia a mia nonna quando sospira: è già passato anche Natale, e siamo a novembre. Sotto l’ultima Bb che liscia la pelle, mi farà venire le rughe prima che sia tempo, mentre lei, mani nell’orto, mostra 20 anni di meno. Dice: ti porto la torta, se sei a casa, stasera.