Credo che alcune cose vengano al mondo esattamente per noi. “Mio” è l’aggettivo di un fermacarte, di un sasso; ma tu eri “per me”, che è molto più potente da dire. Si dice di un dono, di una cosa avuta in prestito; e ora che ti ho restituita si apre una faglia e un grazie.
Mentre il fiato ti manca mi manca
il fiato e la fitta alla milza sente
la tua fatica. La ciliegia dei tuoi linfonodi
mi matura sotto le dita e trovi una tua pace
nelle mani imposte tra la clavicola e la nuca;
sono qui sono qui per te e il mondo
attraverso i tuoi occhi che sei cieca
è un odore di sole e un grido del prato.
Questa nostalgia
per le cose che saranno ha il paradosso
che sei tu ad affamarla,
ad alleviarmene il peso.
(7 Febbraio 2014)
hai una classe indiscutibile, perdona, non sono molto bravo a commentare, ad analizzare, ti dico solo che questa “pulizia della scrittura” è cosa rara e si trova spesso nei poeti con moltissima esperienza di vita.
"Mi piace""Mi piace"
Il tuo commento mi lusinga. Grazie! 🙂
"Mi piace""Mi piace"
Un altro aspetto della “mancanza”, quello più doloroso. Versi da recitare sottovoce, bellissimi e commoventi.
"Mi piace""Mi piace"