Abbandono

Entra. Ha dimenticato qualcosa
di autentico, non dura, lo sa:
l’aula, adesso, è un sentimento.
Rovista il tempo, la grammatura
della carta, consulta mappe indigene,
si perde, con una viola secca tiene
il segno nel Risorgimento.
Toglimi
dal tuo sguardo ardente sul viso,
occhi spina. Chiodata come cosa
apparsa a tutto cielo stipite
nella lingua. Confessa: è lecito
scegliersi come andare in rovina.

Ti sogno spesso, mio abbandonato.

7/10/2021
Alice Serrao

Amore Covid

30 Marzo 2020
 
 Amore Covid
 
 A volte spesso molto di noi due adesso 
 isolati vetro muro nel reparto,
 ti ho rinfacciato che non scavi tunnel
 che hai cuore senza coraggio e resti
 di là; non mi raggiungi. Raggiungimi.
 Ho parole protese a prenderti vorrei
 te; diventa un altro. Un corpo dentro un corpo
 dentro un corpo, per respirare ti serve
 un ricordo intubato di me, un polmone 
 adatto e sedato, soffiare attraverso 
 

 tutto questo fiato, che manca.
 
Alice Serrao

“Tutto questo fiato, che manca”

Ascoltala qui dalla mia voce!

Acqua alta

Un nido d’acqua, Venezia è ricolma 
di bocche che sciabordano, di gondole 
inclinate sui canali. È stato romantico 
anche sgusciare la cena dal ventre, 
ritornare.
I tuoi denti sono ancora nel sorriso negli specchi, 
negli specchi
nello specchio d’acqua che laguna i corridoi
alla Fenice. 
Siamo nella foto sul Leone, qui
ancora tutto bene. Smascherare.

L’amore come l’oro e i lapislazzuli
sommerso in un bagliore.

(19 Novembre 2019)

Alice Serrao