#07. Poesia Sottobanco – Esercizi di immortalità

di Alice Serrao

Questo è il mio nuovo articolo uscito per il blog del Trotter, nella rubrica “Poesie sottobanco”. La poesia di Orazio, tratta dalle Odi, diventa l’occasione per riflettere sui concetti di durata e di immortalità. Cosa lasciamo a chi viene dopo? E’ un testo che mi affascina fin da quando studiavo al liceo, perché mi riconosco nei versi metaletterari di Orazio, nella sua dichiarazione programmatica di poesia. La poesia è una scommessa sull’immortalità. Un tentativo, profondamente umano, per vincere la morte, che tanto naturalmente ci spaventa, ma che, allo stesso tempo, dà slancio al nostro desiderio, alla nostra fame di vivere, perché ci dice che quello che facciamo, lo facciamo per l’eternità.

🎵 📌Se vuoi, ASCOLTA QUI l’articolo! 📣

Laboratori Poesia – F. Migliorati su “Linea di Cattedra”

Federico Migliorati dedica un interessante contributo a “Linea di cattedra”, che vi invito a leggere qui di seguito.

Oggi le scuole hanno riaperto dopo la pausa delle vacanze natalizie e chi, come me, insegna si ritrova davanti lo scenario di una classe divisa: alunni in presenza dietro il banco e alunni la cui presenza è immagine sullo schermo. DAD è la sigla di una disamina che divide, ma schierarsi contro o a favore, in realtà, è acuire una semplicistica polarizzazione dello sguardo su una realtà ben più complessa.

“Linea di cattedra” cerca di raccontare la scuola, cuore pulsante delle relazioni, che sono lo spazio santo dentro cui si insegna e impara. Racconta la scuola reinventata durante la pandemia, che è stata ed è tuttora una grande sfida con cui confrontare quotidianamente il nostro desiderio di educare e di vivere insieme.

Grazie a Federico Migliorati per l’acuta lettura delle mie poesie.

Alice Serrao

Natale 2021

“Sono qui, con il tuo dono che m’illumina”

Maria Luisa Spaziani

Natività

L’Avvento del bambino, del miracolo piccolo che si fa carne e segno grande nella Storia, è oggi. Il bimbo che riempie la mangiatoia del Presepio, culla dell’attesa, del cuore dell’uomo che si prepara, è adesso.

Questo Natale, così diverso dagli altri, ci incontra nelle nostre case con meno amici e pochi cari con cui condividere la tavola. Mi coglie più impreparata, senza doni e senza pacchetti, senza corse vigiliari, senza cene condivise, senza messa tradizionale.

La realtà ha richiesto un cambiamento forte e si allarga nella gioia anche un po’ di nostalgia…

Forse, però, è in questo imprevisto che accogliamo meglio il Natale.

Alice Serrao