Anniversario

Dicono che la mia sia una poesia di inappartenenza, ma se era tua era di qualcuno. Due versi a memoria. Sono di Montale. C’è una differenza tra dire che una poesia si ispira a una persona e dire che una poesia appartiene a quella persona. L’ispirazione è come il vento: siamo esposti alle occasioni. Sono stata ispirata da molti. Ma l’appartenenza dei versi è una radice e non abita il testo, abita le intenzioni. E la mia poesia appartiene a due persone soltanto. Quelle che ho amato di più e mi sono sfuggite più in fretta; e per questo hanno avuto più margine di letteratura. Come la Spaziani che ha molto parlato delle sue città d’elezione, mentre di Torino semplicemente ha detto: ho vissuto.

a E.

Novembre

Allora aspetto cara…– mi sorride
ma novembre è il mese dei morti
e dovresti stare tu alla porta dire
te l’è vist la me neuda? all’uscita
di scuola col cuore che aderisce
all’attesa come le foglie
come le foglie all’asfalto.
O se ti vedevano con le bambole in mano
abbassa abbassa le tende le dita
sgranano adagio il rosario
e vai se devi va’ in fretta ero io
nella paura dei primi segni
questi girasoli portati ai colombari
e non ti hanno nemmeno salvato.

Racconti metropolitani – Somiglianze

linea rossa-linea verde. Interscambio Cadorna

Scende le scale con la fretta dell’appetito, dei ragazzi all’uscita dal liceo. Lo guardo perché somiglia a qualcuno. Non sono solo i capelli gli occhi azzurri, soprattutto è l’espressione scanzonata del viso. Riconosco e mi vengono in mente molti chilometri fatti in piedi, lungomare, sul portapacchi di una bici. Mi dicevi: “In verità non siamo mai obbligati; ‘si deve’ vale solo per morire”. Ho usato spesso questa frase. – Ridacchia con le ragazze del gruppo, capelli lunghi e un vestire conforme a Milano. Quando sale sulla metro tutto quel traffico di zaini viene a un senso. Tira fuori un quaderno su cui ha scritto ‘ho fame’. Lo mostra scimmiottando i mendicanti, sono le dodici e tre quarti, rido. Anche questa ilarità ti somiglia. “Permesso”. Fa spazio alla zingara che gli viene alle spalle con lo stesso cartello. I ragazzi si danno di gomito, noi due incrociamo lo sguardo, dice agli amici “anche lei sta ridendo”. Scendo sulla banchina dove una donna si raccoglie le calze sopra le gambe. Accanto a lei un uomo già ubriaco ha le cuffie alle orecchie. E canta forte: “Non si muore se si…” – e la metro in arrivo brucia il finale.

Giallo

Immagine

Questa mia poesia ha ispirato, ed è scritta dentro, il quadro di Maurizio Bondesan. Esempio di una collaborazione fra poesia e pittura.

Giallo, sei esatto nell’aggettivo
TOC TOC alle spalle questo
gioco da bambini e rispondo
una smorfia. Si mitiga
l’afa degli asfalti in via Torino.
Ammettilo: viaggiano gli umori
instabilità di nuvole – corteggiano?
Il sole, giallo come, non lo dico.
Lo sguardo comprensivo delle rondini,
lo sanno? Preme sulla bocca
“zitta Alice” non esistono
le cose senza sostantivo.
Gelida la mano stretta fra noi
due è una specie di segreto.

(5 Luglio 2012)

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